giovedì 26 novembre 2020

Isolamento e distanziamento sociale. Dolore mentale e ri-bilanciamento


Sull’esperienza pandemica si sta riflettendo e dicendo molto, quanto a ripercussioni e conseguenze nel breve, medio e lungo termine. Conseguenze economiche, anzitutto. Ma saranno le più incisive?

Sappiamo che nulla di ciò che la vita ci porta ad affrontare è neutro per noi; gli avvenimenti, infatti, ricadono positivamente o negativamente nel nostro vissuto a seconda di come li ri-leggiamo e interiorizziamo.

E' ormai conclamato che esperienze come il distanziamento sociale e l’isolamento - a cui il covid-19 ci ha costretto - hanno un impatto psico-emotivo tale da rendere necessaria l’acquisizione di nuove categorie di pensiero e strumenti di comprensione per rielaborarne fruttuosamente i contenuti.

Ora, se consideriamo il fatto che la nostra quotidianità è un sistema bilanciato assestato su una certa routine, constatiamo  anche che, quando sopraggiunge qualcosa di destabilizzante come la pandemia, ci ritroviamo a dover gestire uno squilibrio percepibile a livello di corpo, mente, e/o spirito.

E diversi sono i fattori che contribuiscono a generare quello squilibrio che identifichiamo genericamente con lo stress, e che Dario Donei, psicologo e psicoterapeuta, in un ciclo di incontri su questo tema ha definito dolore mentale*.

Pensiamo al bombardamento massmediatico di dati e statistiche cui siamo sottoposti ogni giorno e da mesi, dati che ciascuno interpreta a partire dalle proprie conoscenze o dalla propria ignoranza, dalle proprie certezze o dalle proprie paure, e che, per la loro complessità o contraddittorietà, anziché aiutarci nella capacità critica, aumentano la nostra confusione e, conseguentemente, il nostro dolore mentale appunto. 

Pensiamo ancora ai problemi generati dall’isolamento e dal distanziamento: abbiamo meccanismi interni per cui la vicinanza dell’altro infonde in noi sicurezza, ancor più quando siamo in crisi. La vicinanza fisica invia infatti un messaggio mentale che rassicura. Quando ci è stato detto #restateacasa abbiamo aggiunto alla paura della malattia il peso psicologico della lontananza imposta.

Instabilità cognitiva e affettiva, imprevedibilità, insicurezza per gli esiti futuri della pandemia, senso di impotenza, sospetto verso l’altro, coscienza della propria vulnerabilità, sovraccarico lavorativo o mancanza di impiego, tensioni relazionali, sono solo alcuni degli effetti nel breve periodo dello stress individuale e collettivo che richiedono un ri-bilanciamento.

Si parla anche di sintomi individuali e collettivi a medio e lungo termine legati alla pandemia: aumento di ansia, paura, irritabilità, insonnia, rigidità, fissità acritica rispetto alle norme, confusione mentale, disturbi cognitivi connessi a disattenzione e incapacità a concentrarsi, aumento dipendenze (che hanno funzione consolatoria), comportamenti disfunzionali come aggressività o violenza.

A quali strumenti ricorrere per trovare un nuovo equilibrio? Come far volgere questa esperienza in un’opportunità? Come trasformare la fatica, il dolore mentale, in risorsa interiore? In primis dando tempo alla riflessione, possibilmente comunitaria, e contemporaneamente mantenendo vive e dando qualità alle close relationships, alle nostre relazioni più significative, familiari, amici, fino a Dio. Chi coltiva infatti la dimensione spirituale sa di poter attingere sapienza e forza dai Sacramenti, dalle Sacre Scritture, che hanno la capacità di fornire categorie di senso a tutto ciò che viviamo. 

Solo un esempio. “Di tutto questo non resterà pietra su pietra… badate che nessuno vi inganni”, Gesù esorta a non confidare tanto sulle sicurezze materiali (scienza, tecnologia), quanto piuttosto a osservare la realtà, a saper discernere e ci educa ad accettare la nostra vulnerabilità, a stare nell’insicurezza e nel disequilibrio senza paura. Perché? Perché possiamo attraversare ogni evento della vita sapendo di non essere orfani: abbiamo un Dio che ci è Padre e una Chiesa che è fatta di persone e che - loro malgrado - è Santa, perché tempio della Sua Presenza. 

* Ciclo di incontri "Leggere insieme l'esperienza del Covid-19" (Guarda i video su www.bereshit.it)