martedì 27 ottobre 2020

Risanare l'amore ferito

Continuiamo la nostra riflessione sulla guarigione interiore seguendo L’arte di guarire, di Fabio Rosini. Egli afferma che ciò che in primis va curato in noi è l’amore ferito. Ma da dove inizia la guarigione? 

E' paradigmatica la vicenda dell’emorroissa, che troviamo nel Vangelo di Marco. Si tratta di una donna che soffre di emorragia da anni, che ha speso tutto con guaritori incompetenti, e che decide di toccare Gesù, avendo fede di essere da Lui guarita. Notiamo che la sua guarigione inizia dall’ascolto: “…udito parlare di Gesù…”. Strano, ma non illogico. Il cuore è intessuto di quelle parole che uno si porta dentro. Le parole possono contaminarci, danneggiarci, ferirci se sono menzogne e se dicono il non-amore, oppure sanarci, edificarci, se sono di verità e veicolano autentico bene. 

Certo, non è facile distinguerle, filtrarle. Siamo costantemente bombardati da parole e messaggi! Ecco allora l’importanza di fare anzitutto silenzio. Silenzio nella mente e nel cuore, così da poter prendere distanza dai nostri sillogismi o ragionamenti, perché se restiamo in balia del nostro know-how rimarremo sempre nello stesso buco nero. 

Atto intelligente è allora aprirci ai nuovi input che ci dà la Parola più alta, quella che rivolge Gesù, persona viva, per guarire il nostro cuore e la nostra storia personale. Come avviene questo? Pian piano. Anzitutto prendendo coscienza di tutto il bene e della bellezza di cui siamo portatori in esclusiva. Ed è proprio la Parola che aiuta a farli brillare nuovamente, a rimetterli in circolo. Si può iniziare, ad esempio, dalle parole del Credo. Credo in Dio Padre… 

Molti dei nostri problemi affettivi, dice Rosini, derivano dal vivere cercando di darci un’identità da soli, tentando di guadagnarci il diritto di esistere solo sulla base delle nostre qualità, ritrovandoci così nella voragine delle nostre insufficienze. E viviamo da orfani

Se tu sapessi che Dio Padre ha un piano di salvezza su di te…che c’è qualcosa di bello che Dio Padre vuole fare con te!” Non siamo stati creati e voluti da un estraneo orologiaio massonico o da uno Zeus minaccioso, ma dal Padre. Questa è la prima Parola da far entrare nel silenzio del cuore. 

Non c’è da chiedersi se siamo amati, c'è semplicemente da lasciarci amare, da accettare di essere amati tanto poveri. E’ a noi che fa problema, non a Lui, afferma l'autore.

Di fatto, lo avremo sentito milioni di volte, Lui è amore e non è compatibile con la nostra paura, che diventa subdolamente sistema di pensiero, visione religiosa, modo di vivere, regola delle relazioni (specie in questo tempo), lettura del futuro, precomprensione di ogni atto altrui

Credo nel Signore nostro Gesù Cristo… Qui val la pena fare un check, giusto per vedere se ci sono altri signori nella nostra vita che spadroneggiano, per capire chi o cosa comanda nella nostra esistenza... magari è quel che pensano gli altri di noi. Può essere che incensiamo idoli vari che ci rubano la libertà. Di fatto, Gesù è colui che vuole la nostra libertà. Ed è disposto ad essere nostro, a manifestarsi a noi. E lo fa non asfaltando la nostra anima, ma amandoci.

Credo nello Spirito Santo... Ecco colui che ha il potere di visitare la nostra storia (come ha fatto con Maria) e portarci dentro Cristo. Val la pena dirgli: “Vieni, ti accolgo”, perché sa trasformare ciò che rifiutiamo di noi, gli sbagli, le ingiustizie subite, anche i peccati, in luogo benedetto. 


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