giovedì 26 marzo 2020

Pandemia, isolamento e criticità familiari

Da ogni parte e da diverse fonti giungono esortazioni a trasformare questo tempo - in cui la pandemia detta le regole della nostra quotidianità - in un’opportunità, per curare le relazioni familiari, dedicarci ai nostri interessi, coltivare la spiritualità, ecc.

Ad esempio, è bello pensare alle famiglie cristiane che si riscoprono “piccole chiese” recuperando la dimensione della preghiera in comune che magari era andata perduta, soffocata dalle tante incombenze – e forse dispersioni - domestiche.

E’ bello e giusto. Come è giusto mantenere uno sguardo positivo e propositivo sul futuro, che prima o poi ci restituirà alle nostre abitudini e ai nostri trantran.

Ma non tutte le famiglie hanno risorse spirituali e psicologiche tali da trasformarsi in sereni luoghi di preghiera e di amorevole reciprocità.

Allora oggi il nostro pensiero va proprio a queste famiglie che convivono giornalmente con criticità legate ad uno o più membri del contesto domestico.

A causa della pandemia, queste situazioni familiari, già difficili di per sè, possono ulteriormente aggravarsi.
La precarietà lavorativa, una disabilità grave, la dipendenza di un figlio, la malattia di un genitore, il comportamento violento del coniuge… sono realtà strutturali che richiedono già normalmente un impiego di energie fisiche e psichiche tale da necessitare di supporti esterni. In tempo di restrizioni e isolamento queste difficoltà rischiano di acuirsi.

Chi sbarca il lunario lavorando a cottimo o saltuariamente in queste settimane non ha entrate. Chi si prende cura di persone disabili vede mancare sia il sostegno di soggetti competenti che la presenza fisica di quelle persone amiche che sanno infondere coraggio e forza per andare avanti. Chi ha un figlio dipendente da sostanze o altro in questo tempo deve gestire crisi di astinenza, comportamenti aggressivi. Chi assiste un malato cronico sa quanto sia importante poter uscire di casa almeno un poco, per staccare la spina e riacquistare forze, soprattutto psicologiche. Chi ha un coniuge o un compagno violento oggi fatica a rivolgersi ai centri di aiuto, per via della coabitazione ininterrotta... la lista potrebbe continuare.

A tutte queste realtà familiari va il nostro pensiero, la nostra preghiera, perché il Padre doni a chi ne ha bisogno rinnovata forza e la consolazione nel cuore.

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