lunedì 12 novembre 2018

Contemplare l’amore

Ricorre proprio oggi il nostro 25° anniversario di matrimonio e vorremmo in questa occasione provare a raccogliere qualche pensiero. Abbiamo voluto ringraziare per questi anni insieme e  chiedere nella messa, a Colui che ha consacrato il nostro amore, di continuare a benedire le nostre vite, quelle dei nostri figli, dei nostri amici, e di tutti coloro che abbiamo incrociato nel nostro cammino da quando ci siamo sposati fino ad oggi.

Sono un po' più numerosi rispetto a quelli presenti al momento di festa organizzato due giorni fa. Si sa, il cuore è più capiente di una sala parrocchiale. Ma ci ha dato tanta gioia che fossero tutti rappresentati dallo sparuto gruppo dei parenti più stretti e di alcuni amici di vecchia (e nuova) data nonché di varia provenienza, dagli amici con cui abbiamo condiviso momenti e scelte importanti, dalle coppie giovani con i loro bambini, da quelle ricche di anni di matrimonio e … dai nostri amati figli, che ci hanno commosso con le loro sorprese e il loro amore manifestato.

Sarà che gli anni portano a commuoversi più facilmente, ma è scesa in mezzo ai sorrisi più di qualche lacrima. Forse perché il bene esplicitato e condiviso arriva con semplicità dritto al cuore.  Forse perché fino ad oggi – trascinati dal quotidiano vivere – non ci eravamo resi conto di quante relazioni importanti sia ricca la nostra vita. Ognuna di esse è un dono autentico per noi. Possiamo senz'altro dire, la cosa più importante.

A ben pensare, non ci è mai importato essere ricchi, o visibili, o popolari, nemmeno agli occhi dei nostri figli, quando si trattava di affermare quel che era il bene per loro. Né abbiamo cercato altro consenso che quello del buon Dio, se nel Suo caso di consenso si può parlare. Non ci siamo allineati acriticamente, in alcun contesto, forse per quello spirito un po’ anarchico che abita entrambi.
Quanto a noi due, all'amore che ci lega, abbiamo seguito indubbiamente un percorso. Per lo più inconsapevolmente.

Solo adesso, guardando indietro, ne cogliamo i tratti.  Inizialmente eravamo proprio acerbi in amore, forse ingenui, sicuramente proiettati su noi stessi e sulle personali aspettative, più che sul “noi” da edificare e sul bene dell’altro. C’è voluto tempo, un lungo tratto di strada, per scoprire che stavamo sbagliando i verbi del nostro vivere; che dovevamo sostituire il cercare, il cambiare, il forgiare, il convincere, con il più umile accogliere. Accogliere l’altro, anzitutto, e poi tutti gli altri.

Tra le gioie più grandi c’è stata senz'altro quella di accogliere la vita. Prima quella di Sarah. Uno di noi due per la gioia ha pianto tre giorni. Poi è arrivato Mario, che per il primo mese abbiamo stretto tra noi ogni notte, con la scusa che era freddo, ma forse più perché toccare la vita è sempre un’esperienza che rigenera l’uomo, rivelandogli ciò a cui è chiamato: trasmetterla.

Non senza stupore, abbiamo percepito che la nostra piccola comunità di vita ci ha regalato giornalmente un’eccedenza che, con tutti i nostri limiti, abbiamo cercato di condividere con gli altri. Diciamo spesso alle coppie che si preparano al matrimonio che il nostro amore è “povero”, ed è ancora così, ma il buon Dio lo ha comunque sempre fatto bastare, come i 5 pani e 2 pesci moltiplicati per dar da mangiare a chi aveva fame. Ecco, questo forse è il vero miracolo della vita, di cui siamo stati più spettatori che attori: un amore più grande di noi che ci ha avvolto e accompagnato in tutti questi anni e che ha esondato sorprendentemente su altri, al di là delle nostre povertà e resistenze, accontentandosi ogni volta di un semplice sì.

Grazie a tutti coloro che in questi 25 anni hanno condiviso un tratto di strada con noi.

2 commenti:

depa ha detto...

Grazie Daniela, belle parole un bel rilancio anche per me che a volte mi perdo nei meandri di me stesso dimenticando l'incredibile dono di avere avuto la grazia di Loredana, mia compagna di vita dal 1988, e tre splendide creature di 13 11 e 5 anni………..un dono immenso che a volte non riesco a comprendere appieno….quindi grazie per queste parole e per averle volute "diffondere"...…….

Coniugi Baratella ha detto...

Grazie a te, carissimo, perchè riconoscere la vita generata, non solo in senso stretto, come dono, non può che vederla moltiplicarsi intorno a noi, in vari modi e sotto varie forme. Non credi? Buona vita a te, dunque, e al grande dono che è la tua famiglia!

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