domenica 12 agosto 2018

Sesto giorno: l’uomo è cosa molto buona!

Il racconto della Creazione e del percorso di revisione della nostra vita, di cui questa è la sesta tappa, culmina con la comparsa di un soggetto: l’uomo a immagine e somiglianza di Dio, e – non a caso – è maschio e femmina. Dunque si tratta di me.

A dire che solo dopo aver compiuto un itinerario interiore di separazione tra luce e tenebra, smistamento tra priorità e cose facoltative, di definizione e accettazione dei limiti, dopo aver rinunciato alle suggestioni, e accolto la mia vita così com’è, prendendo coscienza delle benedizioni di cui è costellata, può finalmente emergere la bellezza e la verità di me!

Uno può pensare: “Non nel mio caso, ne ho combinate troppe” oppure “La mia vita è troppo incasinata”. Figuriamoci. Dio è l’artefice di tutto ciò che esiste, può creare cose sempre nuove, anche dentro la mia vita. Ricordiamo che il sesto giorno è quello in cui la terra – di per sé inerte – produce vita. Ecco, lo stesso può fare Dio con me. Basta dargli l’OK, basta permettergli di aiutarci a fare ordine, così da far ripartire il bene per noi e riportare a lustro la nostra bellezza.

Dove porta tutto ciò? A scartare il falso io (quello - per capirci - che preferisce le tenebre alla luce di ciò che mi fa bene, non adempie alle sue priorità ma butta via tempo in ciò che è inutile, che non accetta i limiti del proprio stato, che asseconda le suggestioni e ignora le ispirazioni, che non fa caso alle benedizioni della vita), per far emergere quello vero, che invece si impegna a fare il contrario.
Ma qual è la verità di me? E’ che sono persona in relazione, con il Padre, anzitutto. Ho cioè la natura di figlio, a immagine e somiglianza di Dio Padre, che – fatalità - è amore.

Quindi non solo sono amato in quanto figlio, ma sono anche chiamato ad amare, così come fa Lui. Ecco la mia matrice essenziale, il mio peso specifico, la mia forza.

Sono chiamato ad amare la mia vita, a condividere con gli altri ciò che ho e che sono, a partire dalle mie specificità, dalle mie benedizioni. E non devo dimenticare che c’è un bene che posso fare solo io, persone che posso amare solo io, parole che posso dire solo io.

Nessun commento:

Posta un commento