lunedì 5 marzo 2018

Dove cercare la stabilità e il per sempre?


Le cronache più recenti confermano che molti sono disposti a fare grossi sacrifici e a lottare per conservare e dare stabilità al proprio lavoro.  La consideriamo una priorità assoluta. Il lavoro, del resto, è necessario: non solo consente di procurarci il necessario per vivere, ma ci dà dignità e, almeno idealmente, permette di esprimere i talenti personali, di trovare in esso realizzazione. Ancora, ci consente di stare in relazione con gli altri, in modo diretto o indiretto.

Ma non si potrebbe dire lo stesso della famiglia? Se sì, allora fa riflettere il fatto che alla stabilità, al “per sempre” della famiglia, non si riconosca automaticamente uguale importanza.

Forse perché, nel sentire comune, aleggia la convinzione che la famiglia non sia parimenti fonte di vita, luogo di realizzazione, di relazione autentica almeno quanto il lavoro?  Certo, dipende da che cosa l'individuo pone al vertice della propria scala di valori, cosa vi fa seguire in successione, quanto e cosa sceglie di investire, in termini di risorse, qualità personali, tempo, ecc.

Che ci sia bisogno di recuperare una chiarezza riguardo al significato, prima che al ruolo, che la famiglia ha concretamente nella vita di ognuno? La famiglia è il luogo naturale in cui soddisfare la sete di relazione che ci abita istintivamente; ed è ancora la famiglia che può rispondere, per vocazione, al bisogno di sentirsi accolti e al sicuro, di ricevere incoraggiamento e fiducia. Ben prima e meglio che il posto di lavoro, che, alla fine, nella vita di tanti, è un campo di battaglia, un luogo di frustrazione.

La famiglia è inequivocabilmente significativa nella vita di ognuno. Basti pensare a quanto e come sia facile entrare in sofferenza nella misura in cui la nostra famiglia vive il conflitto o, peggio, si disgrega. O a quali segni indelebili lasci ogni vicenda ed esperienza vissute dentro l’alveo familiare, nel bene e nel male. E non c'è corrente culturale, pronta a convincerci del contrario, che tenga. 

Allora, se è vero che abbiamo bisogno di un impiego stabile, non è forse vero che abbiamo parimenti bisogno di coniugarlo con una famiglia parimenti stabile, “per sempre”, da  riconoscere come meritevole della nostra cura, delle nostre risorse migliori, del nostro sacrificio e del nostro amore?

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