martedì 6 febbraio 2018

Vita di coppia, quale fecondità?

Nella testa dei più, il nesso immediato tra fecondità e vita di coppia è rappresentato dalla fertilità, dalla generazione di un figlio. Si tratta di una correlazione naturale, del resto, e tuttavia questa non rimane l’unica, perché la fecondità di una coppia rimanda sempre a una realtà ben più ampia del numero dei suoi eventuali figli.

Vale forse la pena ricordare che se la fertilità accomuna tutti gli organismi viventi, in quanto capacità di riprodursi, la fecondità ha una connotazione squisitamente antropologica, si manifesta infatti non soltanto nella trasmissione della vita, ma, ad esempio, anche nell'educazione dei figli, nell'impegno a favore di altri, nell'intento fattivo di far fiorire il bene.

Ma non è ancora tutto. La fecondità nella coppia riguarda primariamente i due che la compongono, ha a che fare con il fine ultimo del loro amore, quello di rendere l’uomo sempre più uomo, e la donna sempre più donna (se ce ne fosse bisogno: non stiamo parlando né di machismo, né di svilenti stereotipi femminili). Stiamo ragionando in termini di dignità della persona in quanto maschio o femmina, stiamo pensando a tutti i valori umani positivi ad essi ascrivibili.

Sicuramente una tale argomentazione può far venire a qualcuno i capelli dritti, in quest’epoca storica di transizione in cui l’identità maschile e quella femminile sono ideologicamente rappresentate come opzionali, fluide, queer, anziché come dati auto-evidenti, strutturalmente e stabilmente connotativi.

Cosa significa nella coppia essere fecondi l’uno per l’altro in buona sostanza? Tante cose. Ad esempio, aiutarsi reciprocamente a liberarsi dall'ipnosi delle proprie paure e delle proprie ferite. Significa aiutare l’altro a uscire dalle concentricità del proprio io narcisistico per far spazio agli altri e all'Altro.

Significa, in gran sintesi, aprirsi assieme, come una-sola-carne, alla vita, accogliendola in ogni sua forma e manifestazione, per custodirla e farla crescere.
Essere insieme fecondi, essendolo l’uno per l’altra, porta allora non solo a dare la vita in senso stretto, donando un corpo, ma anche e soprattutto donando e nutrendo l’anima di ogni figlio di questo mondo.

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