lunedì 9 maggio 2016

Matrimonio, sacramento, vocazione. Realtà davvero superate?

Mai come negli ultimi tempi si è sentito parlare di matrimonio, anche da parte di fonti diversamente autorevoli. Ed è curioso notare come non si faccia praticamente mai riferimento, nei dibattiti e nei servizi, al sacramento delle nozze. Meno che meno appare il riferimento a quella che comunemente definiamo vocazione al matrimonio.

Forse perché in tali casi bisognerebbe abbandonare la prospettiva meramente orizzontale, umana, per adottare quella verticale, che proietta la realtà della coppia in una dimensione di fede, secondo il pensiero e il progetto di Dio?
Per le fonti suddette, probabilmente, unirsi col sacramento delle nozze è cosa ormai superata, per nostalgici, una realtà d’altri tempi. Una scelta che ha a che fare al massimo con motivi scenografici, o parentali.  Per qualcuno magari può anche essere vero. Eppure...

A noi pare importante non dimenticare, non prescindere da sacramento e vocazione, se parliamo di matrimonio. Questo perché crediamo non esista solo una dimensione feriale, funzionale, materiale, della coppia. Se ci si ferma e concentra solo su quella, tutto finisce dopo un certo tempo, spesso rovinosamente o dolorosamente. Esiste invece anche una dimensione imprescindibile di altra natura, profonda, intima, che ha a che fare con l’anima, con l’escatologia del singolo e della coppia. Ha a che fare col rapporto tra la coppia e Dio.

In un’ottica di fede, possiamo affermare che la vocazione al matrimonio corrisponde ad una specifica chiamata di Dio, è il dono che viene offerto all'uomo e alla donna che si amano per realizzare in pienezza la loro esistenza; il sacramento delle nozze ha in sé quel supporto di grazia che consente di vivere un rapporto d’amore, di comunione che può crescere nel tempo, anziché affievolirsi, che rende capaci di accogliere, di perdonare, di sostenere, di tenere duro nei momenti difficili. Non è magia. E' azione di Dio.

Il sacramento, nel momento e nella misura in cui la coppia si apre alla dimensione trascendente, rivela nel tempo la sua bellezza e il suo mistero, perché trasforma un uomo e una donna in una sola carne, converte il loro amore umano in un’alleanza che ha ben altre caratteristiche: rende fedeli, costanti, dinamici in amore.

Pensando a due sposi, cosa parla di più di bellezza? Qual è la bellezza a cui ambire? Due corpi perfetti, un conto in banca straripante, una casa faraonica o un amore che non solo dura, ma cresce nel tempo?