mercoledì 22 luglio 2015

L’ecologia dell’amore

E’ indubbio che sia cresciuta nel tempo – nell'opinione comune - una certa sensibilità per l’ambiente e gli esseri viventi in genere, una coscienza ecologica, potremmo dire. Di questo non si può che gioire, pur riconoscendo che in molti casi e luoghi la nostra casa comune e gli esseri che la abitano non sono ancora custoditi e rispettati come ci si aspetterebbe. Papa Francesco, nell'ultima enciclica, Laudato si’, parla di questo: del creato come dono di Dio, della radice umana della crisi ecologica, del dominio tecnocratico sulla vita delle persone e sul funzionamento della società, sull'economia, sulla politica.

Viene auspicata perciò dal Papa un’ecologia integrale, che sia ambientale, ma anche culturale, economica e sociale. E a tal proposito ci viene in mente che qualche sociologo - riconoscendo ad ogni essere vivente la necessità di un’atmosfera per poter respirare – definisce per analogia l’erosfera, quell'atmosfera cioè in cui l’amore degli sposi e della famiglia dovrebbe respirare e vivere e possibilmente crescere.

Oggi questo specifico ambiente umano, sociale e culturale, è inquinato, eroso, tanto da aver ridotto l’amore familiare all'agonia. Le cause sono molteplici: manipolazione tecnica della vita nascente (contraccezione, aborto legalizzati), pornografia, ideologia del gender, separazione dell’aspetto unitivo da quello procreativo del rapporto coniugale, invadenza della tecnologia nel quotidiano, inadeguatezza di leggi a tutela della famiglia formata da un uomo, una donna e dai loro figli.  E l’elenco sarebbe ancora lungo.

Come contribuire a ripristinare una buona qualità dell’erosfera, allora?

Ce lo siamo chiesti. Ci pare che ognuno possa fare qualcosa, e a ben guardare, molti lo stanno già facendo. C’è chi prende coscienza che avere una famiglia è un dono da custodire e valorizzare, con coraggio, libertà e creatività. C’è, ad esempio, chi rinuncia alla TV, perché ritiene che non educhi, ma diseduchi; chi rinuncia ad uno standard di reddito elevato per poter  essere più presente in famiglia e avere tempo per i figli; chi spalanca le porte della propria casa accogliendo ragazzi in affido; chi si apre alla vita, scegliendo i metodi naturali; chi si adopera affinché nella scuola del proprio figlio si adottino prassi didattiche corrette e rispettose dell’orientamento educativo dei genitori; chi sceglie di donare il proprio tempo nella gratuità mettendosi a servizio di altri... anche qui, per fortuna, l’elenco sarebbe ancora lungo!