giovedì 18 dicembre 2014

Benigni, i telespettatori e i 10 comandamenti

Chissà le facce, ci siamo detti. Chissà le facce di chi fa televisione e fino a ieri era ancora convinto che agli italiani non si potessero propinare altro che programmi dai contenuti vacui, di intrattenimento banale o raramente edificante, i cui soli titoli sono già – a nostro parere – un insulto all'intelligenza. Qualche esempio ? Techetechete, La papera non fa l’eco... ma lasciamo stare.

Il programma su Rai 1 I dieci comandamenti - con Benigni come unico intrattenitore e una scenografia che era un inno alla sobrietà - ha superato ogni più rosea aspettativa sugli ascolti: un numero considerevole di telespettatori (oltre dieci milioni) ha dimostrato che gli italiani non solo non sono ipodotati - come tanti programmi televisivi credono di poter dimostrare con le loro proposte all'insegna di superficialità, volgarità, assenza di contenuti - ma apprezzano e ricercano la profondità, la riflessione, il senso.

Chissà che per intercessione del saggio Benigni non si compia ora un secondo miracolo, e cioè - che a partire dall'esperienza di questo suo programma - chi di dovere prenda coscienza che una proposta televisiva può contemplare un intrattenimento di spessore, senza bisogno di ricorrere alla povertà dei dialoghi e delle battute e/o all'esibizione ormai trita e ritrita delle solite signorine svestite e ammiccanti, perché da troppo tempo tutto ciò offende l’intelligenza e la dignità degli adulti,  oltre a far gran danno alla mente dei più piccoli, che inglobano modelli, stili e comportamenti che non educano né edificano.

Grazie allora Benigni, che il Signore ti benedica.