giovedì 6 novembre 2014

Omogenitorialità?

La recente trascrizione contra legem nel Registro di Roma, effettuata dal sindaco Ignazio Marino, del matrimonio (contratto all'estero) di 16 coppie omosessuali, e il conseguente avvallo di tale gesto da parte della Presidente della Camera Boldrini, ci costringono a riflettere su un tema verosimilmente correlato a tale evento: l’omogenitorialità.

Per omogenitorialità si intende il diritto di adottare bambini da parte di una coppia gay. Questo  tema è portato avanti dalle solite lobbies GLBT che si adoperano strenuamente per la diffusione dell’ideologia del gender; il fatto che attualmente le adozioni siano un diritto delle sole coppie formate da un uomo e una donna viene da esse presentato come una discriminazione inaccettabile.

I sostenitori di tale “diritto” vantano una documentazione - che definiscono scientifica e di “considerevole mole” - che è in realtà alquanto scarna (si tratta di 9 studi con campioni esigui) lacunosa (non vengono rispettate le più elementari norme che garantiscono un rigore scientifico e quelle adottate invalidano gli studi presentati, perché si parte da una tesi costruendone i paradigmi, anziché giungervi successivamente allo studio) e tendenziosa (è stata redatta da persone direttamente coinvolte nel problema). Non solo. Le citate lobbies, e chi si fa paladino delle loro cause, ignorano e screditano volutamente gli studi psicologici documentati sugli effetti negativi nello sviluppo psico-fisico dei bambini cresciuti da coppie omosessuali.

Eppure non può che esser doveroso prendere coscienza delle possibili implicazioni di una tale scelta nella vita  della persona adottata, a partire dalla sua infanzia.  L’Associazione statunitense Medici Pediatri (American College of Pediatricians) ha assunto una posizione decisamente critica a riguardo, sottolineando che l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali “produce danni irreparabili alla società, alla famiglia e ai bambini”.

Ulteriori ricerche infatti, accreditate dal punto di vista del rigore scientifico  (cfr. Regnerus sull’Elsevier’s Social Science Research e lo studio di Loren Marks, dell’Università della Louisiana), attestano, tra le altre cose, che la popolazione omosessuale ha un’incidenza maggiore di depressione, ansia e abuso di sostanze rispetto alla popolazione generale; che i figli di coppie gay sviluppano un orientamento omosessuale; che la famiglia formata da un padre e da una madre conviventi è la miglior condizione in cui i figli possono crescere.

(fonti: L’omogenitorialità, ovvero l’adozione omosessuale, di M. Gandolfini e R. Marchesini, La Biblioteca della Manif; Voglio la mamma, di Mario Adinolfi, Ed. Youcanprint)

Stupisce quanto il dibattito ideologico e politico sorvoli sui bisogni dei più piccoli, sul loro bene, sul loro futuro, in una cieca ottusità che va contrastata ovunque possibile.

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