giovedì 20 novembre 2014

La purezza come scelta

Ci capita, durante l’anno, di fare qualche intervento, nella nostra diocesi o in qualche altra, all'interno dei percorsi in preparazione al matrimonio cristiano – quelli che un tempo si chiamavano corsi per fidanzati - affrontando qualche tematica o portando semplicemente la nostra testimonianza di vita di sposi.

E’ interessante notare come, nel corso del tempo, la composizione dei gruppi di aspiranti sposi cristiani sia andata modificandosi sensibilmente: se fino a qualche anno fa le coppie erano per lo più giovani e, in alcuni casi, con una scelta di purezza alle spalle, oggi incontriamo sempre più spesso coppie già conviventi, anche da anni, alcune di queste con figli, e altre già sposate civilmente.

Crediamo che tutto ciò per il Signore, che sigillerà quelle unioni con il Sacramento del matrimonio, non costituisca problema. Crediamo però anche fermamente che la scelta di due persone di seguire un percorso di castità prematrimoniale ponga le migliori premesse per accogliere la grazia che questo sacramento veicola. E con gioia constatiamo che ci sono giovani coppie che fanno questa scelta, non facile ma assai feconda.

Non abbiamo potuto fare a meno di trattare questo “spinoso” argomento con i nostri figli: la purezza come scelta, ben consapevoli che gran parte della proposta mediatica dedicata ai giovani ha un’impostazione diametralmente opposta.
Come genitori e adulti sentiamo il dovere di trasmettere ai giovani il valore di vivere l’affettività e la sessualità nel rispetto di se stessi e degli altri,  senza banalizzazioni, svendite e approcci consumistici.

Ci sembra fondamentale non abdicare su questo importante fronte educativo.

Constatiamo giornalmente che i giovani sono bombardati dalla stupidità, dalla volgarità, dalla pornografia, che trovano a piene mani a partire dai programmi e canali a loro dedicati, per non parlare del web. Sempre più giovani, comunque, stanno comprendendo il senso profondo e il valore positivo di una scelta che è senza dubbio coraggiosa e controcorrente, ma che  proietta in verticale l'autostima, contrariamente a tante altre scelte distruttive o svilenti.
Ecco una delle tante testimonianze a riguardo che circola sul web: pensiamo valga la pena ascoltare la storia di Jason e Crystalina:

https://www.youtube.com/watch?v=zMFeMq643xY

Non è il caso, almeno per noi genitori ed educatori, e aggiungiamo sacerdoti, di dimostrare lo stesso coraggio, se non parlando della bellezza e del valore della purezza, quanto meno fornendo ai giovani un illuminato senso critico su questo argomento?


2 commenti:

Rosa Samassa ha detto...

Il compito che sento mio, come genitore, è di mostrare la strada...non di obbligare a seguirla.
E a prescindere dalle scelte dei nostri figli, io non smetterò mai di indicarla.
Rispettare la libertà dei figli quando fanno scelte che stridono con le nostre è una grande prova di amore incondizionato.

Coniugi Baratella ha detto...

Sacrosanta verità. Come genitori, abbiamo il compito di seminare, con tutto il cuore, le forze, l'intelligenza quel che è per noi il bene. Ma poi, le scelte ultime spettano ai nostri figli: a noi non resta che riconoscere loro quella libertà che Dio per primo rispetta. Resta però anche la speranza, magari accompagnata dalla pazienza e dalla fiducia, che quel Dio a cui li affidiamo certo non li abbandona.

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