mercoledì 17 settembre 2014

Quando il padre non c’è

Non abbiamo mai scordato quelle due frasi: “Il dono più grande che può fare un padre al proprio figlio è amare sua madre” e  specularmente “Il dono più grande che una madre che può fare al proprio figlio è amarne il padre”.

E’ innegabile che per un bambino l’amore dei genitori sia motivo di felicità ed equilibrio interiore. Anche i nostri figli, quando da piccoli ci vedevano abbracciati, come fanno tanti bambini da che mondo è mondo, venivano a incastrarsi letteralmente in mezzo a noi, in un evidente moto di gioia. L’amore dei genitori edifica interiormente i figli, perché è la base su cui va a fondarsi la loro identità. La consapevolezza che la loro esistenza è frutto del rapporto tra mamma e papà diventa la sorgente della loro fiducia, l’ancora interiore a cui aggrapparsi nei momenti difficili, il porto sicuro che è sempre lì, pronto ad accoglierli.

Ma cosa può succedere quando quel rapporto si sgretola sotto i loro occhi? Come si modifica l’immagine interiore del loro io che sta tentando di prendere forma? Dove andranno a ricercare il porto sicuro perduto? Nel momento in cui una madre e un padre si lasciano il mondo interiore del loro figlio, prima ancora che quello esteriore (necessariamente messo sottosopra), vede sconvolgere i consueti e naturali riferimenti. Quando un rapporto d’amore si interrompe gli eventuali figli restano, nella maggioranza dei casi, con la madre e il padre finisce spesso per diventare una figura intermittente, che muta la propria funzione. Da educatori passano ad essere semplici intrattenitori, abdicando rispetto al proprio ruolo centrale di trasmettitori della Legge, vale a dire di quelle regole che saranno i riferimenti valoriali del figlio per tutta la vita. Certo, non sempre è così.

Quando però il padre diventa il grande assente nella vita dei figli le conseguenze possono essere anche gravi.

Una recente ricerca statunitense ha dimostrato che i bambini provenienti da famiglie senza padre rappresentano il:
90% di tutti i bambini senza dimora e in fuga.
85% di tutti i bambini che esibiscono i disordini del comportamento.
80% dei violentatori motivati da “dislocamento della rabbia”.
71% delle adolescenti incinte.
75% di tutti i pazienti adolescenti presso i centri per abuso di droghe.
85% di tutta la gioventù che risiede in prigione.
63% dei suicidi giovanili.
(Fonte: http://sarahbaratella.tumblr.com )

Questo triste elenco riguarda la società americana, tuttavia pensiamo che la valenza e l’importanza della figura del padre nella vita di una persona sia universale e prescinda da collocazioni spazio-territoriali e contesti culturali. Ecco perché desideriamo sottolinearne e  valorizzarne il ruolo e dire ad ogni padre: “Sei importante nella società e ancor più, sei fondamentale nella vita dei tuoi figli!”

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