martedì 19 agosto 2014

Selfie, social network e narcisismo

Di recente abbiamo trascorso una giornata al lago di Braies, località altoatesina di straordinaria bellezza. Merita indubbiamente qualche foto, ci siamo detti, e ci ha colpito il fatto che eravamo quasi gli unici a fotografare il lago e non noi stessi con sfondo lago: sarà stato un caso, ma quel giorno ci siamo imbattuti in decine di persone che scattavano selfie in ogni dove. Un unico signore, oltre a noi, a un certo punto si è fermato, ha messo a fuoco l’obiettivo e ha scattato qualche foto al paesaggio.
Questo semplice frangente ci ha fatto ragionare su una pratica sociale così diffusa come il selfie, foto scattata a se stessi in genere con smartphone, tablet o fotocamera e condivisa su un social network.

I sociologi affermano che i selfie sono una tipica manifestazione dell’atteggiamento narcisistico che oggi sembra imperare nella nostra società. E non riguarda solo gli adolescenti, perché anche gli adulti non ne sono immuni. Certo, la valenza attribuita e la frequenza degli autoscatti possono variare da soggetto a soggetto, ma in generale il selfie corrisponde alla ricerca di una gratificazione derivante dall’ammirazione per se stessi e per le proprie azioni. Il fatto che i selfie non rimangano nella dimensione privata ma vengano resi pubblici, pare corrisponda al desiderio di approvazione degli altri, espressa dalla richiesta dei “mi piace”.

Abbiamo scoperto che già si parla di “sindrome da #selfie”, sia per la vastità del fenomeno, che per la sua frequenza. Già esistono diverse ricerche svolte in ambito accademico che attestano che un uso eccessivo di social network può portare allo sviluppo di diverse patologie psichiche, la più diffusa delle quali è il disturbo narcisistico della personalità (DPN).

Nel libro iDisorder, di Larry Rosen, vengono elencati una serie di disturbi del comportamento causati dall’essere always-on attraverso i vari strumenti tecnologici di cui si dispone. L’aspetto più interessante di questa ricerca è che molti fruitori di Facebook utilizzano il social network per manovrare la percezione di se stessi agli occhi degli altri, attraverso la condivisione di commenti, stati, foto e selfie appunto, in una sorta di autopromozione. Pare non sia importante che l’immagine di sé “pubblicata” corrisponda alla realtà e a ciò che davvero si è, si prova e si sta vivendo, l’importante è ottenere approvazione e stima.
(Fonte http://compassunibo.wordpress.com/)

Pensando agli adolescenti e ai giovani, ci chiediamo se il percepire maggior affetto, stima e considerazione dalle persone che sono loro vicine, a partire dai loro familiari, potrebbe fare la differenza, se ciò potrebbe distoglierli da questa ricerca di approvazione sul web, che a volte pare esagerata, altre volte disperata...

Continua…

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