domenica 10 agosto 2014

Preghiera e consumo

Safet Zec
Qualche giorno fa il Papa ha scritto su Twitter: “Auguro ad ogni famiglia di riscoprire la preghiera domestica: questo aiuta anche a capirsi e perdonarsi”.

Certo, nell’era del consumismo, nell’ideologia di mercato la famiglia per essere ben integrata e omologata deve soprattutto guadagnare e spendere, deve consumare. Il suo tempo non può essere dedicato ad altro, neppure quello libero. Bella sfida allora, quella che propone il Papa. Sì, perché oggi vogliono farci credere che la preghiera, il tempo dedicato ad essa non è un valore, non ha senso, non può esistere come espressione di libertà e vettore unitivo con Dio e tra chi prega insieme. Eppure Gesù l’ha promesso: “Dove due o più sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,19-20). Dal momento che l’ha detto, significa che è vero. E non è solo roba da preti, suore e vecchiette. Noi sempre l’abbiamo sperimentato. Non solo nella Messa, o in altri momenti di preghiera comunitari, ma anche come coppia, come famiglia.
Nel nostro semplice vissuto quotidiano, abbiamo percepito quanto e come il tempo dedicato alla preghiera sia squisitamente alto, tutt’altro che vuoto, tutt’altro che infecondo.

Abbiamo cominciato con qualche preghiera nota a entrambi, poi pian piano abbiamo conosciuto la potenza del rosario, la bellezza della preghiera spontanea, del grazie a tavola, dell’intercessione per chi è nel bisogno e nella sofferenza. Tutto questo ha in sé una forza che unisce, che aiuta a conoscersi, e sì, anche a perdonarsi. Oggi, in casa, non c’è difficoltà che non sia sostenuta e superata con la preghiera, non c’è gioia che non generi un grazie rivolto verso l’alto.

Safet Zec
Forse per tante famiglie può essere uno scoglio difficile, quello della preghiera comune. A pensarci, ci si fa molti meno problemi a dire e dirsi cose di cui poi ci si può pentire, che non a pregare insieme. Del resto pregare è un linguaggio, e se non lo abbiamo ancora imparato, può essere necessario un po’ di tempo e un po’ di pazienza per acquisirlo. La cosa bella è che è sempre possibile iniziare, e che ogni famiglia può trovare il suo stile di preghiera. Basta partire dalla consapevolezza comune che Gesù è sempre pronto ad ascoltarci ad accoglierci, a rendersi presente in mezzo a noi. Gesù è persona viva, sensibile, presente. Soprattutto, è misericordioso.

Ci sono coppie che iniziano la giornata con un Padre Nostro abbracciati, ce ne sono altre che la sera dicono il rosario e lasciano liberi i figli di unirsi a loro, ci sono famiglie che pregano a tavola prima di mangiare,  altre coppie pregano prima di dormire spontaneamente affidando a Dio le loro preoccupazioni, i figli, il mondo.

E voi, che stile di preghiera adottate o adottereste? Qualsiasi fosse, non abbiamo dubbi che avreste di che smentire l’ideologia del consumo.

Nessun commento:

Posta un commento