lunedì 25 agosto 2014

Narcisi si nasce o di diventa?

Narciso, Caravaggio
Pare, dunque, che le manifestazioni e gli atteggiamenti narcisistici corrispondano a pratiche sociali assai diffuse e siano facilmente identificabili nel contesto quotidiano: si tratta di comportamenti che rimandano al mito di Narciso - innamorato perdutamente della propria immagine, rappresenta coloro che amano solo se stessi e sono per questo incapaci di far spazio agli altri dentro di sé – e che sono normali, nel corso dello sviluppo di un individuo, e si manifestano soprattutto nell’età dell’adolescenza. Tutto nella norma, dunque. Certo poi bisogna riconoscere che l’adolescenza nella nostra società ha un’onda lunga, supera cioè anagraficamente di molto la fascia d’età convenzionale, per cui in una famiglia possono coesistere figli adolescenti e genitori con atteggiamenti adolescenziali, con i risvolti problematici e diseducativi che possiamo immaginare.

Non vogliamo certo addentrarci in quello che è quel vero e proprio disturbo narcisistico della personalità (DNP), che individua elementi precisi e in forma radicata, come la convinzione di essere speciali e superiori agli altri per qualità e capacità, un senso esagerato di importanza,  la mancanza di empatia verso gli altri, la richiesta eccessiva di ammirazione, l’invidia, proiezioni esagerati di successo, fascino, potere, atteggiamenti arroganti e presuntuosi, e che rappresenta quindi una patologia clinica.

Ci sembrano però degni di interesse i comportamenti narcisistici dentro la famiglia, perché svelarne le dinamiche forse può aiutare a non farsi dominare da essi e ad avere, gli uni sugli altri, uno sguardo di bene.

Oggi si riscontra un’educazione e un’induzione al narcisismo, verosimilmente inconsapevole, da parte dei genitori nei confronti dei propri figli. Le madri in questo hanno spesso un ruolo focale, nel momento in cui alimentano in vari modi nel figlio un’immagine di sé non corrispondente alla realtà, con proiezioni di aspettative che spesso arrivano a “deformarlo” interiormente.
Si parla in questo caso di madri narcisiste. Sono donne che considerano i propri figli come l’orgoglio di cui vantarsi, hanno normalmente grandi ambizioni su di loro e presentano ed esibiscono i figli come i loro “gioielli”.
Spesso i figli di questo tipo di madre si sentono obbligati a fare scelte che però non corrispondono ai loro desideri più profondi e conducono una vita solo apparentemente appagante, che però li rende profondamente insoddisfatti. La madre narcisista esercita di fatto una forte violenza sui propri figli perché non ne riconosce il diritto a essere diversi da come lei li vuole.
I figli di madri narcisiste diventano spesso narcisisti a loro volta: sviluppano una concetto distorto di amore, che per loro è solo condizionato, e da qui nasce la convinzione di non poter essere amati per quello che sono veramente, con conseguenze prevedibili nella loro vita affettiva in generale.
Anche i padri possono essere narcisisti. Sono uomini spesso di successo, egocentrici, che generano nel figlio due tipi di atteggiamento: di emulazione, per diventarne simile, o di forte conflittualità, per ridurlo a sembianze più umane e accessibili e per sentirsi finalmente amato da lui.

Il  narcisista manifesta in generale, sia in casa che fuori, atteggiamenti spiccatamente orientati ad esibire ed affermare se stesso, per ottenere ammirazione e plauso. Non risulta simpatico, in questo, merita però, specie se si tratta di un figlio adolescente, uno sguardo più profondo ed empatico, perché esiste in lui un contraltare interiore, caratterizzato da fragilità, paura del confronto, ipersensibilità e sentimenti di inferiorità.
Può apparire paradossale, questa duplice facciata, ma non deve stupire, giacché ognuno di noi è un concentrato di dicotomie, che contribuiscono a renderci unici e inimitabili, proprio come il narcisista afferma di sé, e giustamente, se non fosse che gli elementi che lui identifica come distintivi rispetto agli altri, non sono gli stessi che istintivamente gli riconoscono gli altri.

Forse quel che possiamo fare, è cercare con umiltà e pazienza di ricondurre il narcisista che abbiamo davanti o dentro alla verità di sé, mostrandogli le sue vere qualità, facendogli capire che è stimabile e amabile, senza bisogno di essere grandioso, senza bisogno di essere altro da sé.

Continua…

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