venerdì 6 giugno 2014

Noi donne in TV

Lo confessiamo: guardiamo ormai sempre meno televisione, fatta eccezione per qualche TG, pochi programmi di informazione e un film di tanto in tanto. Il motivo che genera in me, Daniela, l’istintivo rifiuto a prendere in mano il telecomando  è il fatto che mi sento offesa da un certo modo di fare TV, che ormai impera da anni. Mi riferisco in particolare a come la donna è rappresentata e considerata nella quasi totalità dei programmi di intrattenimento, ma anche in tante fiction, film, ecc.

Non capisco perché noi donne, nel contesto mediatico, dobbiamo necessariamente essere presenze decorative quando va bene, o oggetto di desiderio e consumo, nella quasi totalità degli altri casi.
Mi chiedo: Perché mai una donna non può comparire in TV senza dover mostrare interi metri quadrati di carne, e in determinati punti? Perché mai, a una certa età, deve poi deformare artificialmente se stessa per poter continuare a ad essere presente sullo schermo?

Ecco, è questo che trovo profondamente offensivo: la donna sembra valere solo per la propria esteriorità, per l’esibizione del proprio corpo, e – a quanto insegna la TV – non ha bisogno di fare altro. Non le sono richiesti requisiti di intelligenza, di sensibilità, di virtù o abilità particolari. Fatta salva qualche rarissima eccezione.

Non mi sento affatto rappresentata da tutte quelle donne, anche giovanissime, che accettano questo svilente ruolo, senza rivendicare null’altro che potersi mostrare in pubblico. Non importa a che prezzo. Non importa se la dignità personale viene calpestata. Non importa se questo può implicare il dover mortificare le qualità di cui sicuramente sono portatrici, oltre l’eventuale avvenenza.

Non sono certo qui ad esaltare la mortificazione del corpo, o la castrazione della bellezza. Semplicemente ho in mente un concetto di femminilità differente rispetto ai canoni correnti. Credo che questa possa, debba parlare della sua essenziale, innata regalità, in quanto figlia di Dio e donatrice di vita.

E allora non c’è bisogno di ricorrere a grottesche deformazioni e camuffamenti, alla volgare esibizione della propria nudità, è sufficiente essere donna, pienamente, con coraggio, fino in fondo.
Da mamma, penso alle tante bambine davanti alla TV che incamerano inconsapevolmente un modello di donna a cui si ispireranno, pensando che sia giusto e normale conformarsi ad esso. Lo faranno, se non avranno davanti agli occhi altri modelli, altri tipi di donna, se non ci saranno madri che faranno crescere in loro il giusto senso critico, il sacrosanto sentimento di ribellione verso tutto ciò che lede la loro vera bellezza e che le aiuteranno a edificare un’identità femminile che esprima la loro altissima dignità.

La giornalista Lorella Zanardo ha trattato con lucida consapevolezza il tema della strumentalizzazione del corpo femminile nei media, con particolare riferimento alla televisione. Segnaliamo i suoi due libri “Il corpo delle donne” e “Senza chiedere il permesso”, pubblicati da Feltrinelli.

Nessun commento:

Posta un commento